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Dopo Will & Kate, prima di Alberto & Charlene, l’evento più mediatico dell'etere, the Real Unroyal Wedding è finalmente arrivato.

Dopo una lunga attesa… nella cornice di San Giorgio al Velabro il 25 giugno Alessandra e Daniele hanno detto sì…più o meno.

Mesi di preparativi per giungere all’evento di una vita - Eh sì perché non ne ho un’altra a disposizione per preparare un altro matrimonio - Poi arriva e..e..e..basta.

Sì insomma in fondo non c’è molto da raccontare, voglio dire, quanta gente si sposa ogni giorno nel mondo?! E soprattutto le reazioni delle persone sono di 3 tipi:

1) Chi non ha nessun interesse per tale pratica arcaica “ Sempre a parlare di matrimonio, ma non ci sono altri argomenti di conversazione? Gli ascolti di ieri? Il gran Premio di Silverstone?” – rifiuto TOTALE di ogni riferimento all’argomento

2) Chi ha già vissuto tale momento “ Ma dai!!!!!!! E com’è stato? Come è andata? Eri emozionata? E lui?” – condivisione delle emozioni e delle ansie

3) Chi ha interesse ma non l’ha ancora vissuto e vorrebbe “ Che bello!!!!!!!!!!!!!! Eh….(sospiro)“ - Con occhi a cuoricino-

In effetti a distanza di 3 settimane tutto sembra molto lontano, passi mesi a scegliere vestito (con mamma, amiche e papà con occhio lucido che può scambiarti per un istante per la sua bimba il giorno della prima comunione – e comunque il vestito era più sobrio di quello della prima comunione), location (posti assurdi…DAVVERO assurdi), catering (con relativi assaggi), fiori (ebbene dite a Enzo Miccio che il fiore denominato pisello odoroso a Roma non lo vogliono nemmeno sentir nominare!!), cadeaux de mariage (bomboniere…ma così fa più chic), trucco&parrucco (solo per quello serve un mutuo...a meno che i tuoi migliori amici non siano truccatori e parrucchieri), automobile (no la carrozza no.), eccetera eccetera. Poi in poche ore tutto scorre veloce e improvvisamente ti svegli in un posto diverso, non ci sono più i tuoi poster ma nella nebbia vedi un mucchio di neve su un divano, ops no…sembra un vestito da sposa. COOOSA??? Guardi l’anulare sinistro e vedi l’Anello - “Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli, Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli “ condivido..-. Tenti di trovare un posto libero dall’alcol nella tua testa per pensare e ti rendi conto che non è il risultato di una notte brava a Las Vegas (non avresti MAI trovato un vestito così!) bensì il risveglio che avevi sognato da molto tempo, non stile La Bella Addormentata nel bosco o Biancaneve, direi più La vita secondo Jim.

Praticamente ora sono Signora, non posso più fulminare con lo sguardo le commesse nei negozi, né lamentarmi di chi si rivolge a me con un educatissimo Lei.

Forse dovrei raccontare della serenata a sorpresa suonata e cantata dai miei amici la sera precedente sulla Terrazza del Gianicolo, e la conseguente distribuzione di confetti da parte mia a tutti i turisti presenti, delle lacrime finalmente versate che hanno portato via Ansia, Stress, Terrore (bere un Amaro del Capo tutte le sere precedenti aveva sicuramente aiutato).

Forse dovrei raccontare della preparazione e della vestizione a partire dalle 2 p.m., ad opera del mio amico parrucchiere – io mangiavo e lui guardava il GP-, della mia amica truccatrice – che alla fine me li ha fatti prendere un po’ di Fiori di Bach-, della mia Maid of Honor – che ha tenuto alla larga parenti dalla Camera dei Segreti/Stanza delle Necessità senza usare nessuna Maledizione Senza Ritorno.

Forse dovrei raccontare dell’uscita dal portone con il piede destro, del taglio del nastro, del viaggio in macchina fino alla chiesa, dell’entrata – del vaso rotto pochi secondi prima dell’entrata!!! - degli sguardi, della consegna del pacco – io - allo Sposo, delle prime parole che ci siamo detti (io:“Puzzi di rum!”lui: “ne ho bevuti 5!”), del prete che ha dimenticato parte della liturgia per la troppa emozione, dello scambio degli anelli, del divertimento durante la cerimonia, del rum e pera da Freni&Frizioni – con conseguente shock degli avventori- della passeggiata a Trastevere tra i turisti e le sudamericane che mi baciavano il velo “Suerte!!!”, dell’arrivo in villa e dell’entrata sulla musica di Blue Suede Shoes di Elvis Presley, della cena, dei brindisi, dei balli, della difesa strenua delle bomboniere – ma come si fa a portarsi via 2 bomboniere a testa????’ – del rum, dei sigari, della torta.

O forse non dovrei raccontare nulla, perché le emozioni non si possono raccontare, solo vivere, e io ne ho vissute tante, tutte diverse.

Something old, something new,

something borrowed, something blue.

Commenti

  1. Mi sono commossa insieme a Pam ( pianto singhiozzante,direi) nel vederti entrare e mi sono commossa ora a rileggere.. Perché è stato così.. Un lungo
    Momento Unico e irripetibile che porterai sempre con te! Ebbrava la
    Signora Corradini!

    Ps se t è avanzata una bomboniera bianca... Ahahhaha
    Mafy

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